FILLER

I filler sono delle sostanze iniettabili nella pelle utilizzate per correggere gli inestetismi, soprattutto del viso, e per rallentare la comparsa dei segni tipici dell’invecchiamento, contrastando efficacemente le rughe e i solchi della pelle.
I filler sono utili anche per la correzione dei volumi, ovvero per contrastare l’ipoplasia di aree del viso come zigomi, mento e labbra.
Alcune tipologie particolari di filler vengono utilizzate per riempire o correggere glutei, gambe e seno.

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I NOSTRI MEDICI

Dr. Paolo Alex Luccioli

APPROFONDIMENTI

Il trattamento

I filler vengono iniettati nella pelle del viso o del corpo, attraverso un apposito ago particolarmente sottile o di piccole cannule. Il trattamento a seconda del tipo di filler utilizzato può avvenire in regime di day surgery o ambulatoriale.

Dal momento che le infiltrazioni sono effettuate con aghi sottili, normalmente non è necessaria alcuna anestesia.

A seguito dell’infiltrazione possono comparire piccoli ematomi che tendono a riassorbirsi in tre o quattro giorni.

La storia del filler

I primi filler vennero usati negli anni ’60 ed erano composti da olio di silicone. L’utilizzo di questo prodotto venne vietato negli anni ottanta.

Al silicone si sostituì il collagene iniettabile, ormai superato.

Tipologie di filler

Esistono differenti tipologie di filler, ognuna più o meno indicata per svolgere un trattamento specifico.

Alcuni filler sono ideali per un trattamento contro le rughe e le pieghe, mentre altri sono invece adatti a riempire vere e proprie depressioni.

In base alla composizione chimica esistono due gruppi di filler:

I filler di tipo biologico

Noti come filler di superficie, hanno la caratteristica di essere riassorbiti dalla cute attraverso un meccanismo di digestione enzimatica o una disgregazione del prodotto conseguente alla naturale mimica facciale.

Tra questa rientrano il collage bovino, il collagene autologo, l’acido ialuronico, l’acido polilattico e, infine, l’Endoplast 50.

L’efficacia del trattamento con questi prodotti è di circa tre e i quattro mesi e molto dipende da fattori quali stili di vita scorretti, tabagismo, consumo smodato di alcool, esposizione prolungata ed esagerata al sole o alle lampade abbronzanti.

I filler di tipo sintetico

Questi prodotti sono completamente o parzialmente sintetici. Alcuni hanno durata permanente, altri invece vengono lentamente riassorbiti.

Tra i filler sintetici, noti anche come filler di profondità, si ricordano il Bio-alcamid (un polimero reticolato, formato da poliacrilammide e acqua apirogena), l’Artecoll (composto al 75% da Atelocollagen e al 25% sferule di polimetilmetacrilato), il Mediplast (prodotto con povidone e collagene), il Goretex (politetraetilene espanso a struttura microporosa), il Teflon e l’Aquamid.

In base all’area in cui sono iniettati, si può distinguere tra filler superficiali – ideali per trattare il derma appunto superficiale, per contrastare le rughe in superficie – e filler profondi, indicati invece per il derma profondo, perfetti per contrastare depressioni, rughe e solchi marcati nella pelle.

Per stabilire quale possa essere il tipo di filler più indicato per completare un trattamento, è necessario fare ricorso al chirurgo che, previa analisi del paziente, può aiutare ad individuare la tipologia di filler più adatta in funzione dei risultati estetici richiesti.

Il Collagene

La sua introduzione nel mercato risale al 1976. Si tratta di un collagene bovino ed è utilizzato per aumentare il volume delle labbra, trattare rughe, pieghe e cicatrici causate da acne, traumi o interventi chirurgici.

L’Acido ialuronico

Si tratta di un polisaccaride naturale, presente nel tessuto umano, e contraddistinto dall’assenza totale di elementi di antigenicità e di immunogenicità.

Per le sue caratteristiche fisiche e molecolari, l’acido ialuronico è in grado di legarsi a tantissime molecole di acqua, permettendo di riempire le rughe in modo naturale. È utilizzato per riempire rughe, pieghe, solchi o infine per aumentare il volume delle labbra, degli zigomi o del mento.

Sul mercato, lo stesso è disponibile in due differenti tipologie: la prima è ottenuta a partire dalle creste dei galli, mentre la seconda ha un’origine invece batterica.

L’acido ialuronico si mantiene all’interno del derma per un tempo che varia dai tre ai quattro mesi.

Acido polilattico

Quest’ultimo tipo di filler, è il prodotto di una sintesi chimica: somministrato nell’arco di diverse sedute, è in grado di favorire la sintesi di nuovo collagene, il quale tuttavia è a sua volta degradato al massimo entro otto o dieci mesi.

L’acido polilattico è perfettamente biocompatibile, come del resto, biodegradabile e anche non immunogeno. È ideale per intervenire sui solchi nasogeniani, sulle rughe profonde ed è impiegato per aumentare il volume di guance, mento, zigomi, labbra o delle mani.

Filler semi-permanenti

Normalmente iniettati nel derma profondo o nel tessuto sottocutaneo, si utilizzano per il riempimento dei solchi nasogeniani, per intervenire sul volume di mento, zigomi o di labbra, e per effettuare correzioni a depressioni cutanee e cicatrici profonde.

La loro particolarità è la presenza di microsferule di polimetilmetacrilato, polimeri reticolati di poliacrilammide, gel di collagene e gel di acido ialuronico. Per questi filler è necessario sottoporsi ad un doppio test allergologico perché si possa escludere un’eventuale allergia.

La durata di questi trattamento varia da uno a due anni.

Filler permanenti

Prodotti a partire da materiali sintetici, non sono riassorbibili e si possono impiegare esclusivamente attraverso interventi chirurgici.

Sono quindi ideali per tutti i trattamenti che richiedano un incremento dei volumi.

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