NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

La neuropsichiatria infantile, anche detta NPI, è la branca specialistica della medicina che si occupa di osservare, studiare e curare le fasi di sviluppo neuropsichico e dei suoi disturbi, neurologici e psichici, nell’età compresa tra zero e diciotto anni. La neuropsichiatria infantile è una vera e propria disciplina medica che, in sinergia con il pediatra, cerca di studiare lo sviluppo neuropsichico – ed eventuali anomalie – del bambino e dell’adolescente, cercando di catalogare e analizzate le problematiche relative a disturbi neurologici e disturbi psichici.

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I NOSTRI MEDICI

Dr.ssa Alessandra Cosi

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APPROFONDIMENTI

Agli inizi del secondo dopoguerra in Italia, la disciplina fu adottata come sottospecializzazione della neuropsichiatria, ovvero della clinica delle malattie nervose e mentali dell’adulto, a differenza di alcuni paesi che decisero di distinguere le due discipline, quelle dell’adulto e quelle del bambino. Il cambiamento però non si fece attendere e avvenne durante gli anni ’70, con la chiusura dei manicomi del 1978 in seguito alla legge Basaglia.
Il segnale più forte di questo cambiamento della neuropsichiatria infantile fu il reinserimento dei piccoli malati mentali all’interno della società, con trattamenti clinici e psichiatrici studiati ad hoc per le diverse patologie, ma sempre rispettando la libertà del soggetto che fino a quel momento era stata negata. Furono infatti aboliti definitivamente i differenziali, ovvero scuole speciali per i bambini con problemi psichiatrici, e i piccoli pazienti furono reintrodotti nelle scuole ordinarie con “sostegni” diversi.
La neuropsichiatria infantile ha da sempre previsto l’analisi e il trattamento di tutti quei fattori che portano al miglioramento dello sviluppo psicomotorio del bambino, attraverso la cura delle disabilità neuropsichiatriche in età evolutiva. Questo è possibile grazie al supporto del neuropsichiatra infantile che, essendo anche consulente scolastico secondo quanto stabilito dalla Legge 104 del 5 febbraio 1992, lavora in sinergia con il pediatra al fine di garantire un controllo degli eventuali problemi che possono emergere in età scolare, come ad esempio l’epilessia, la paralisi cerebrale infantile, i ritardi mentali e psicomotori, le cefalee in età infantile, le malattie legate al movimento, i disturbi neuromuscolari e le sindromi malformative.

Tutti gli specialisti affascinati dall’universo dei bambini che si occupano di neuropsichiatria infantile seguono il percorso di studi universitari in Medicina e Chirurgia per poi frequentare la scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria infantile. Questa figura professionale specifica e mirata lavora in maniera sinergica con diversi professionisti dello sviluppo e dell’evoluzione del bambino, come lo psicologo dell’età evolutiva, il logopedista, l’assistente sociale e il terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
Tra i percorsi innovativi della neuropsichiatria infantile vi è il parent training, ovvero un insieme di attività mirate a migliorare sia il rapporto tra genitori e figli sia modificare comportamenti errati messi in atto dai genitori e dai loro bambini.

Il parent training viene messo in campo con bambini che presentano particolari difficoltà comportamentali, relazionali o atteggiamenti aggressivi verso genitori o compagni e, l’unico modo per gestire al meglio il bambino che risulti essere particolarmente problematico è far conoscere e far acquisire ai genitori tutte le informazioni e le metodologie necessarie a fronteggiare nel modo migliore gli atteggiamenti errati del proprio bambino.
E’ fondamentale per il genitore sia comprendere i propri comportamenti errati, sia cercare di non reiterarli, evitando che il bambino possa manipolare le sue risposte errate al fine di ottenere quello che desidera. I bambini infatti spesso riescono a sfruttare i comportamenti errati dell’adulto – come aggressività o troppa permissività – piangendo o imponendosi, finendo per sfinire il genitore e riuscire nel proprio intento.
Imparare a dire di NO è fondamentale e il parent training grazie all’interazione e coinvolgimento dei genitori all’interno di veri e propri “gruppi di lavoro”, verranno indirizzati verso degli incontri in cui specialisti esperti (psicologi, psicoterapeuti, ecc.) esporranno le basi teoriche dei comportamenti errati messi in atto dal bambino e le varie soluzioni che possono essere adottate.

Nella pratica della neuropsichiatria infantile trova grande importanza questo approccio in quanto porta i genitori a capire le motivazioni che spingono i propri figli ad agire in un certo modo. Li aiutano ad evitare atteggiamenti che possano, anche in maniera assolutamente involontaria, spingere il bambino nel proseguire i suoi comportamenti è possibile, ma bisogna imparare a gestire il pianto, i capricci e la capacità manipolatoria intrinseca in un bambino che non demorde facilmente, soprattutto quando ha oramai scoperto e riconosciuto le debolezze del genitore.

Il NO quindi diventa mezzo per far comprendere al bambino cosa si può avere e cosa no, e soprattutto far maturare in lui una consapevolezza di crescita e maturità che è presente anche nel bambino. Piccoli uomini e donne, infatti, questi sono i bambini se con intelligenza e coraggio vengono educati in maniera corretta dai genitori. Questo può avvenire grazie a un supporto specifico e mirato da parte di specialisti che spieghino al genitore quanto sia influente per un genitore l’educazione ricevuta, questo infatti determinerà il modo attraverso il quale riuscirà, o non riuscirà, ad educare correttamente il proprio figlio. Non è infatti raro che i genitori si accorgano di agire in un determinato modo solo perché non adeguatamente informati o preparati.

I nostri specialisti aiuteranno i genitori, attraverso sedute mirate, a scoprire diverse tecniche che permettano di gestire in maniera corretta gli atteggiamenti dei propri figli. Tecniche e giochi di ruolo saranno coadiuvate anche da verifiche mirate che permetteranno insieme agli altri genitori ed agli specialisti, di riuscire a capire ogni miglioramento sia del comportamento del bambino che dell’atteggiamento dei genitori.

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