Senologia (e prevenzione) spiegata passo dopo passo dal dottor Paolo Renai

Tema delicato, lo affrontiamo con uno dei massimi esperti del settore: al CMT di Grassina
Incontriamo al CMT (Centro Medico Toscano) di Grassina (zona artigianale di Campigliano) il dottor Paolo Renai, specialista in senologia da oltre quarant’anni, con il quale affrontiamo il delicato argomento del tumore al seno.
“Da quarant’anni – esordisce Renai – faccio senologia. Già nel ’79, quando mi specializzai in radiologia, feci una tesi sulla senologia. Per vent’anni ho lavorato nell’ospedale di Figline Valdarno, poi mi sono trasferito alla radiologia di Careggi nella sezione di senologia, dedicandomi prevalentemente a questa ma non solo. Il mio lavoro è per me una passione, mi diverto ed ho così deciso di continuare anche dopo che sono andato in pensione nel 2007. Sono arrivato al CMT grazie ad una collega e mi è piaciuto molto l’ambiente”.
Parliamo con lui di quali possono essere in generale le patologie del seno: “Del seno si cerca soltanto il cancro – ci spiega – Solo al cancro si dà importanza. Naturalmente ci sono moltissime formazioni benigne come fibroadenomi, soprattutto nelle giovani donne, che vengono quindi controllati per vedere che non abbiano una crescita rapida e si renda necessario toglierli. Ci sono semplici displasie che vengono riscontrate sia con l’ecografia che con la mammografia e che si sottopongono a biopsia. Ci sono anche delle forme intermedie a malignità incerta che vengono fuori con la biopsia e che comunque vanno operate. Insomma, le patologie sono tante, però quella da ricercare è il cancro. Le altre patologie benigne vengono solo tenute sotto controllo”.
Quali sono gli esami necessari per una diagnosi precoce di una eventuale patologia del seno? “Per la patologia del seno l’esame di base in una donna oltre quarant’anni è la mammografia. Mammografia che viene associata però all’ecografia quando il seno si presenta a struttura fibroghiandolare densa, perché con la solo mammografia si rischia di perdere informazioni importanti. Sono due esami che si integrano e nella maggior parte di casi vanno fatti entrambi, ad eccezione di quando la donna si trova in menopausa da diversi anni e la ghiandola si è completamente riassorbita e resta solo tessuto quasi adiposo. In questo caso è sufficiente l’esame mammografico. Questi sono esami che si possono effettuare qui al CMT ed ultimamente è qui possibile eseguire la mammografia con tomosintesi che è praticamente una stratigrafia della mammella. Si taglia la mammella a sezioni , con la tomosintesi si dissociano immagini che altrimenti sono sempre sovrapposte permettendo di avere una visione molto più dettagliata. Oltretutto con emissioni di radiazioni molto basse. L’attendibilità è molto alta”.
“Dopo la mammografia e l’ecografia – prosegue – si deve, soprattutto per le donne più giovani che hanno familiarità, eseguire la risonanza magnetica e ora un’altra metodica che praticamente dà risultati equivalenti alla risonanza magnetica, è la mammografia con mezzo di contrasto. Questa serve per definire una lesione, per definire se ci sono altre focalità perché il cancro alla mammella solitamente è multifocale. Quando si trova un tumore al seno, per un bilancio preoperatorio, è consigliabile fare anche una mammografia con il contrasto”.
Il dottor Renai ci dice che c’è molta attenzione e consapevolezza da parte delle donne, ad oggi i dati relativi alla guarigione sono favorevoli: “Bisogna vedere il grado di aggressività del tumore anche se la diagnosi è precoce. Il fumo, l’obesità, il diabete, sono tutte condizioni che possono incidere nella formazione di tumori e naturalmente la familiarità, su cui però non si può intervenire”.
“La parola chiave è prevenzione annuale – conclude – Soprattutto nelle donne giovani dove l’esplorabilità del seno è più difficile la prevenzione va fatta annuale. Prima dei quarant’anni, come età di riferimento, è consigliabile fare l’ecografia perché a causa della densità del seno è illeggibile alla mammografia. Dai quaranta ai cinquant’anni va fatta ogni anno”.

Senologia, patologie delle donne ma anche negli uomini: incontro con la dottoressa Zumpano
Al CMT di Grassina ha iniziato la sua attività specialistica con una strumentazione tecnologica di alto livello e di ultima generazione
Al CMT (Centro Medico Toscano) di Grassina, zona artigianale di Campigliano, la dottoressa Carmen Zumpano ci accoglie con un grande sorriso. Dopo la specializzazione in radiodiagnostica iniziò a seguire tutto quello che riguardava la diagnostica e dopo la conoscenza del dottor Renai, senologo e anche lui dottore del CMT, iniziò ad approfondire ed occuparsi di senologia anche presso l’unità di Careggi.
Qui al CMT è arrivata tramite un collega ed ha iniziato la sua attività specialistica avendo a disposizione una strumentazione tecnologica di alto livello e di ultima generazione. “L’alto livello di tecnologia consente a noi medici di acquisire delle immagini più definite, con una risoluzione maggiore. È una struttura dove si lavora molto bene ed è accogliente”.
Solitamente si pensa a esami senologici per patologie che riguardano le donne, ci sono però anche quelle che riguardano gli uomini: “Certo, si possono verificare lesioni patologiche ovvero casi di tumore alla mammella anche negli uomini. Più spesso capitano però uomini con problemi legati a ginecomastia, cioè uno sviluppo della mammella che normalmente nell’uomo non avviene come nella donna, in seguito a terapie legate a problemi della prostata o cardiologici o per l’assunzione di aminoacidi”.
“Spesso – continua – sviluppano la ghiandola, ipertrofia mammaria, con un aumento di volume. Si parla di ginecomastia vera da non confondere con quella legata all’aumento del tessuto adiposo. Per questo motivo arrivano dal senologo per fare un esame diagnostico”.
La visita senologica serve a esaminare le eventuali patologie che possono colpire la mammella oltre al tumore: “Ci sono tante patologie benigne, mastopatie in gravidanza e fuori dalla gravidanza, mastodinia, semplici dolori alla mammella anche perché di solito il tumore è asintomatico. Molte volte infatti vengono per un dolore magari legato ad una fase ormonale che crea dolore. L’obiettivo principale è escludere che non ci siano problematiche legate al tumore alla mammella”.
“Il tumore non ha più età – rimarca – si riscontrano casi in ragazze di vent’anni e in donne di novanta. Il range si è allargato tantissimo e non sempre sono associati a familiarità, spesso a fattori di rischio ambientali, alimentari. Però la percentuale di guarigione è molto alta perché facendo continua prevenzione, nel caso in cui fosse ci fosse una lesione anche minima, è possibile riscontrarla ed esercitare una quadrantectomia (asportazione di un piccolo quadrante della mammella) anziché una mastectomia (asportazione completa della mammella). Ci sono poi casi in cui dopo l’asportazione di un piccolo quadrante non è neanche necessario fare una terapia successiva”.
“Proprio in merito alla prevenzione dobbiamo dire che è fondamentale – tiene a dire la dottoressa Zumpano – Alle pazienti che hanno familiarità io faccio iniziare da giovanissime i controlli: sui vent’anni ecografia e mammografia anche prima dei quarant’anni. Anche nelle donne che non hanno avuto una familiarità consiglio di fare almeno una ecografia verso i venticinque anni e ripeterla periodicamente. Devo dire che il ginecologo aiuta moltissimo il senologo in questo iter perché consiglia le pazienti ad iniziare i controlli ecografici. C’è comunque una consapevolezza ed una risposta molto alta da parte della popolazione femminile rispetto a prima”.
Fornire il supporto di cui i pazienti hanno necessità vuol dire avere accanto una persona di fiducia oltre che qualificata: “Ho molte pazienti che ritornano ed è per me una grande soddisfazione. L’essere medico è una missione e oltre alla professionalità si dovrebbe riuscire ad associare l’umanità, la capacità e la sensibilità di avere un rapporto con il paziente adeguato. Facendolo sentire ascoltato e capito anziché un numero. Per me poterli seguire in questo percorso è la vera gratificazione”.
“Durante le mie visite preferisco seguire il percorso completo – conclude – visita, mammografia in base all’età e ai fattori di rischio, e l’ecografia in contemporanea. Questo perché essendo due metodiche diverse sono complementari. In questo modo la paziente è più serena”.

 

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